🌐 Open Audio Protocol: L’Infrastruttura di Nuova Generazione di Audius
Quando abbiamo iniziato a costruire Audius quasi sette anni fa, la nostra visione era creare un backend globale per la musica che fosse aperto, interoperabile e gratuito. Volevamo costruire un protocollo che potesse resistere alla prova del tempo e dare agli artisti la proprietà non solo della loro musica, ma anche della sua distribuzione e delle loro relazioni con i fan, liberi dai gatekeeper centralizzati. Da allora, siamo incredibilmente orgogliosi di aver trasformato questa visione in realtà, avendo servito quasi 400 milioni di stream attraverso le app costruite sul catalogo musicale.
Con i lanci di questa settimana, in particolare gli Artist Coins, crediamo che lo stato dell’ecosistema Audius abbia raggiunto un livello di completezza tale da poterlo “coniare” come il rilascio ufficiale 1.0 (attualmente è in versione 0.7). Gli Artist Coins, infatti, sono l’ultimo tassello del puzzle proposto nel Whitepaper originale di Audius del 2020, rendendo il protocollo completo di tutte le funzionalità previste. Naturalmente, all’epoca, non avremmo mai potuto sognare come avremmo potuto costruirlo oggi. Molto si è evoluto nello spazio dei creator e delle meme coin negli anni, rendendo possibile un lancio esattamente come il nostro (UX dei Wallet, Solana, Meteora/Jupiter, Metaplex, infra RPC, ecc.), ma questo lancio è sempre stato parte del piano.
🏷️ Il Rebranding del Protocollo
Sebbene siamo entusiasti della posizione di Audius in questo prossimo capitolo, c’era un aspetto da affrontare subito: il nostro posizionamento del brand.
Nel corso degli anni, Audius è diventata più comunemente nota come una semplice app musicale, soprattutto perché la nostra audience è dominata principalmente da artisti e fan non nativi del Web3. Nello spazio cripto, la convenzione ai congressi blockchain è che Audius fosse un progetto NFT musicale dell’era 2021. E sebbene sia vero che abbiamo realizzato fantastiche integrazioni nel settore dei collezionabili prima di chiunque altro (rilasci NFT-gated, foto profilo NFT, ecc.), quello non è mai stato l’obiettivo finale. La tecnologia dietro Audius va ben oltre una singola app musicale e ha continuato a crescere in utilizzo e funzionalità anno dopo anno.
Pertanto, oggi non segna solo il rilascio 1.0 del protocollo, ma il rebranding dello stack del protocollo come Open Audio Protocol, insieme a nuove funzionalità:
- Un consolidamento dei due tipi di nodi (nodo di scoperta e nodo di contenuto) in un unico nodo validatore.
- Capacità di streaming di archiviazione blob più convenienti, con repliche più elevate e resilienti.
- Un sistema di ricompense più forte e un framework per il futuro lavoro sugli Artist Coins di Solana.
- Un meccanismo BFT veloce che mantiene sincronizzata la rete di archiviazione.
- Forte interoperabilità con lo standard DDEX (il formato dati ampiamente utilizzato dall’industria musicale per le release), grazie alla partnership con Warner/Chappell Music, Kobalt, Distrokid e molti altri.
- Produzione di blocchi e prove di archiviazione per mettere in sicurezza la rete con raccomandazioni automatizzate per lo slashing.
- E molto altro (continua a leggere su docs.openaudio.org).
🤔 Perché il Rebranding?
È una buona domanda. Ci sono precedenti in entrambe le direzioni: Dan Romero e il team Farcaster hanno recentemente abbandonato il nome dell’app Warpcast e unificato tutto il loro branding sotto Farcaster. D’altra parte, team come Uniswap hanno lanciato nuovi brand come Unichain per le loro iniziative di protocollo, e Circle ha fatto lo stesso con Arc, la loro catena L1.
Ciò che distingue Audius da molti altri progetti cripto, tuttavia, è che la nostra base di utenti (lato app) è composta da persone che non leggono “Crypto Twitter” e che potrebbero persino approcciarsi al Web3 per la prima volta sul nostro sito. Questo richiede naturalmente un approccio al brand che colleghi entrambi i mondi.
Un simile sforzo corre il rischio di separare troppo le nostre audience, ma ci permette anche di affrontare ciò che è più importante e direttamente di fronte a noi: come possiamo continuare a ritagliarci il percorso affinché Audius sia conosciuta e amata come l’app che è, e affinché il protocollo stesso attiri nuovi costruttori per creare gli sfidanti di Spotify/Tidal/Apple Music del 2025? In effetti, accoglieremmo con favore chiunque costruisca un client musicale / DSP che superi in crescita Audius, purché costruito sull’Open Audio Protocol. Sul serio, fatelo. WAGMI.
Andando avanti, ora che la comunità ha adottato ufficialmente queste modifiche (proposta 157), pensatela così:
- Audius è l’app musicale per il mondo Web3. Il suo set di funzionalità è robusto (chat, ricompense, social e molto altro) e può essere la tua base come artista per connetterti con nuovi fan. Seriamente, perché dovresti continuare a usare SoundCloud?
- E l’Open Audio Protocol è il database musicale globale, aperto e senza confini, per tutti coloro che rifiutano lo status quo dello streaming e immaginano un internet in cui la musica assomigli di più alla visione originale di Tim Berners-Lee.
E tutto quanto sopra è alimentato da $AUDIO.












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